Curiosità

Punti cardinali: cosa sono, come riconoscerli e orientarsi

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Senza i punti cardinali non avremmo mappe, navigatori satellitari né un modo condiviso per tracciare rotte e confini. Nord, Sud, Est e Ovest sono le quattro direzioni fondamentali che usiamo per orientarci sulla Terra. Nascono da un dato astronomico preciso e cioè la rotazione del nostro pianeta attorno al proprio asse. Quest’asse individua i due poli geografici (Nord e Sud), mentre la linea perpendicolare segna il percorso apparente del Sole dal mattino alla sera (Est e Ovest). Da questa semplice geometria della Terra derivano la cartografia, le coordinate di latitudine e longitudine e persino il modo in cui progettiamo le nostre case per sfruttare la luce naturale.

Cosa sono i punti cardinali e perché si chiamano così?

La parola “cardinale” arriva dritta dal latino cardinalis, che significa “relativo al cardine”, cioè al perno attorno a cui tutto gira. I punti cardinali sono proprio questo: i quattro punti d’appoggio su cui costruiamo la rappresentazione dello spazio. Il Nord (chiamato anche Settentrione o Borea) indica la direzione del Polo Nord geografico. Il Sud (o Meridione o Mezzogiorno) punta verso il Polo Sud. L’Est (Oriente o Levante) segna il punto in cui la stella sorge, mentre l’Ovest (Occidente o Ponente) individua la direzione in cui il Sole scompare all’orizzonte.

I nomi delle quattro direzioni usati sulle carte di tutto il mondo hanno origini germaniche. Le abbreviazioni ufficiali sono N, S, E e W (dall’inglese West, preferito alla nostra “O” per evitare equivoci con lo zero nelle coordinate numeriche). Quando guardiamo una mappa tradizionale, per convenzione il Nord geografico si trova sempre in alto, il Sud in basso, l’Est a destra e l’Ovest a sinistra.

Per orientarsi senza strumenti bisogna tener conto della posizione del corpo, ad esempio, mettendoti di fronte al punto in cui sorge il Sole al mattino (l’Est), avrai l’Ovest esattamente alle spalle, il Nord alla tua sinistra e il Sud alla tua destra. Questa disposizione ha permesso ai navigatori dell’antichità di tracciare rotte in mare aperto e agli architetti del passato di orientare templi e città millenni prima che comparisse la prima bussola.

Se trasformiamo lo spazio in un cerchio a 360 gradi, a ogni direzione corrisponde un angolo preciso, chiamato azimut, misurato in senso orario partendo dall’alto. Il Nord coincide con lo (o 360°), l’Est si trova a 90°, il Sud tocca i 180° e l’Ovest chiude il cerchio a 270°. Questa griglia angolare è la stessa che usano oggi gli aerei di linea e le navi da carico per non perdere mai la rotta.

Come orientarsi con il Sole e le ombre durante il giorno?

Di giorno il Sole è la bussola più affidabile che abbiamo. Poiché la Terra ruota su se stessa da ovest verso est nell’arco di 24 ore, a noi sembra che il Sole compia il percorso opposto nel cielo, spostandosi di circa 15 gradi ogni ora.

Nel nostro emisfero (quello boreale), il tragitto del Sole segue un ritmo costante che puoi sfruttare in tre momenti della giornata:

  • Mattina: il Sole sorge verso Est (esattamente a Est solo negli equinozi d’inizio primavera e autunno). Le ombre proiettate a terra in questa fase puntano tutte verso ovest.

  • Mezzogiorno solare: la stella raggiunge il punto più alto nel cielo, posizionandosi esattamente a Sud. L’ombra di un oggetto a quest’ora è la più corta del giorno e punta dritta verso Nord.

  • Pomeriggio e sera: il Sole cala verso Ovest, allungando progressivamente le ombre degli alberi e degli edifici in direzione est.

C’è un trucco molto pratico da usare sul campo se ti trovi senza tecnologia, la tecnica dello stelo. Pianta un bastone dritto nel terreno e segna con un sasso il punto esatto in cui finisce l’ombra della cima. Aspetta circa quindici o venti minuti. La Terra ruoterà e la punta dell’ombra si sarà spostata: metti un secondo sasso sulla nuova estremità dell’ombra. Tracciando una linea retta tra la prima pietra e la seconda, avrai individuato l’asse Est-Ovest (il primo sasso indica l’Ovest, il secondo l’Est). Un’altra linea disegnata a croce rispetto alla prima ti darà l’asse Nord-Sud.

Puoi usare anche un orologio da polso con le lancette. Tienilo piatto sul palmo della mano e gira il corpo finché la lancetta delle ore non punta verso il Sole. A quel punto, trova la linea immaginaria che taglia a metà l’angolo tra la lancetta delle ore e il numero 12 del quadrante: quella direzione indica il Sud. Ricordati solo che se è in vigore l’ora legale devi prima spostare mentalmente la lancetta indietro di un’ora.

Trovare i punti cardinali di notte: la Stella Polare e la Croce del Sud

Di notte il Sole sparisce, ma il cielo stellato offre punti di riferimento altrettanto precisi. Le costellazioni si muovono lentamente sopra le nostre teste a causa della rotazione terrestre, eppure ci sono stelle che restano apparentemente ferme, indicando con precisione millimetrica la direzione dei poli.

Se ti trovi nell’emisfero nord, il tuo punto di riferimento si chiama Stella Polare (Alpha Ursae Minoris). Si trova quasi in corrispondenza dell’asse attorno a cui ruota la Terra. Guardare la Stella Polare significa guardare esattamente verso il Nord geografico: se immagini di far scendere un filo a piombo da quella stella fino alla linea dell’orizzonte, hai trovato il Nord.

Per trovarla non serve essere astrologi, basta cercare il Grande Carro (l’Orsa Maggiore), la famosa costellazione a forma di mestolo composta da sette stelle luminose. Prendi le due stelle che formano il bordo esterno del recipiente (Merak e Dubhe) e immagina di prolungare la linea che le unisce verso l’alto, moltiplicando la loro distanza per cinque volte. Finirai per incontrare una stella isolata di media luminosità, che è la punta della coda del Piccolo Carro: quella è la Stella Polare.

Se il Grande Carro è coperto dalle nuvole o troppo basso all’orizzonte, puoi cercare Cassiopea, una costellazione molto evidente a forma di “W” o di “M”. La Stella Polare si trova proseguendo lungo la linea immaginaria che esce dalla punta centrale della “W”.

Se invece ti trovi a sud dell’equatore, la Stella Polare non è visibile. Nell’emisfero australe ci si orienta con la Croce del Sud, una piccola costellazione di quattro stelle disposte a rombo. Prolungando il braccio lungo della croce verso il basso per quattro volte e mezza la sua lunghezza, arrivi a individuare il polo sud celeste. Riportando quel punto giù verso l’orizzonte trovi la direzione del Sud geografico.

La Rosa dei Venti e i punti collaterali e intercardinali

La Rosa dei Venti è la rappresentazione grafica delle direzioni dei venti e dei punti cardinali. Nata nel Mediterraneo ai tempi della navigazione a vela, divide l’orizzonte per aiutare i marinai a tenere la rotta. Oltre ai quattro punti principali, comprende quattro punti collaterali (o intercardinali) e otto punti sub-collaterali, componendo un disegno a 16 punte.

I quattro punti collaterali tagliano esattamente a metà i quadranti tra le direzioni principali:

  • Nord-Est (NE): a 45°, corrisponde al vento Grecale (chiamato così perché soffiava dalla Grecia rispetto al centro del Mediterraneo).

  • Sud-Est (SE): a 135°, coincide con lo Scirocco (il vento caldo che arriva dalla Siria).

  • Sud-Ovest (SO o SW): a 225°, indica il Libeccio (proveniente dalle coste della Libia).

  • Nord-Ovest (NO o NW): a 315°, è la direzione del Maestrale (il vento principale, la “via maestra” delle rotte commerciali).

Il legame tra i venti e le direzioni della Rosa nasce dalla tradizione marinaresca di Venezia e della Repubblica di Amalfi. Immaginando di posizionare il centro del cerchio al largo dell’isola di Creta, le correnti d’aria presero il nome delle regioni da cui arrivavano: la Tramontana arrivava dai monti a nord; l’Ostro (o Mezzogiorno) saliva dal sud; il Levante soffiava da dove nasce la luce e il Ponente da dove muore.

Oggi la navigazione aerea e marittima usa la bussola digitale e i gradi da 0 a 360, ma la Rosa dei Venti resta fondamentale in meteorologia, in nautica da diporto e in architettura, dove l’esposizione di una casa rispetto ai punti cardinali definisce la luminosità degli ambienti e i consumi energetici.

Orientarsi con la bussola e la differenza tra Nord magnetico e geografico

La bussola è lo strumento classico per trovare i punti cardinali. Funziona grazie al magnetismo terrestre: la Terra si comporta come un enorme magnete con due poli, generato dallo scorrimento di metalli liquidi al centro del pianeta. L’ago della bussola, essendo magnetizzato e libero di ruotare, si allinea da solo lungo le linee di questo campo magnetico.

Usarla è semplice, ti basta ppoggiare lo strumento su una superficie piana, lontano da telefoni, oggetti in metallo o cavi elettrici che potrebbero deviare l’ago. Poi ruota la cassa della bussola finché la lettera N sul quadrante non si sovrappone perfettamente alla punta colorata dell’ago. In quel momento la bussola è orientata e puoi leggere dove si trovano Nord, Sud, Est e Ovest.

Tiene però presente che il Nord indicato dalla bussola non è esattamente quello delle mappe. Bisogna infatti distinguere tra due punti diversi:

  • Nord Geografico (o Nord Vero): è il punto fisso al Polo Nord dove convergono tutti i meridiani della Terra. È il riferimento usato per stampare le carte geografiche e topografiche.

  • Nord Magnetico: è il punto verso cui si orienta l’ago della bussola. Si trova nella regione artica, ma non coincide con il Polo Nord geografico e si sposta di qualche decina di chilometri ogni anno a causa delle correnti fluide nel cuore del pianeta.

L’angolo formato tra la direzione del Nord geografico e quella del Nord magnetico si chiama declinazione magnetica. Questo valore cambia a seconda di dove ti trovi nel mondo e varia col passare degli anni. Sulle carte topografiche dettagliate trovi sempre indicato il valore della declinazione locale. Quando devi tracciare una rotta precisa con la bussola in montagna o in mare, aggiungere o sottrarre questo piccolo angolo ti evita di finire fuori strada di centinaia di metri.

FAQ – Domande frequenti

Perché nelle mappe si usa la W invece della O per l’Ovest?

la sigla W deriva dall’inglese West. Viene utilizzata nella cartografia internazionale e nella navigazione per evitare che la lettera O italiana o spagnola possa essere scambiata con la cifra zero (0) durante la lettura di coordinate angolari o codici nautici.

Il Sole sorge sempre esattamente ad Est?

no, il Sole sorge esattamente a Est e tramonta esattamente a Ovest soltanto due giorni all’anno, in corrispondenza degli equinozi di primavera e d’autunno. Durante l’estate sorge verso Nord-Est e d’inverno sorge verso Sud-Est.

Come trovare il Nord con il muschio sugli alberi?

nell’emisfero nord il muschio cresce preferibilmente sul lato del tronco rivolto a Nord. Essendo il lato meno esposto all’irraggiamento solare diretto, mantiene l’umidità necessaria alla crescita della pianta. Si tratta tuttavia di un’indicazione empirica da verificare su più alberi vicini.

Qual è la differenza tra punti cardinali e punti collaterali?

i punti cardinali sono le 4 direzioni principali (Nord, Sud, Est, Ovest). I punti collaterali (Nord-Est, Sud-Est, Sud-Ovest, Nord-Ovest) sono le 4 direzioni intermedie posizionate a 45 gradi rispetto ai punti cardinali principali.

Cosa succede alla bussola se ci si trova esattamente al Polo Nord?

al Polo Nord magnetico le linee del campo magnetico terrestre entrano verticalmente nel terreno. L’ago della bussola tende a puntare verso il basso invece di ruotare in orizzontale, rendendo lo strumento tradizionale inutilizzabile per la navigazione locale.

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