Capita a tutti, dopo aver scartato un pacco o finito una vaschetta di gelato, di restare qualche secondo a fissare quel materiale bianco e leggero chiedendosi quale sia il posto giusto per smaltirlo. Il polistirolo è un materiale strano: sembra carta per quanto è leggero, ma la sua consistenza spugnosa lo rende diverso da tutto il resto. Spesso si finisce per gettarlo nell’indifferenziata per paura di sbagliare, ma in realtà si tratta di una risorsa che può avere una seconda vita se gestita nel modo corretto. Capire esattamente dove va buttato il polistirolo è il primo passo per non sprecare un materiale che, seppur ingombrante, è riciclabile quasi al cento per cento. Fare la scelta giusta non serve solo a evitare multe, ma aiuta a far sì che i centri di raccolta non debbano scartare interi carichi di rifiuti a causa di un errore banale che poteva essere evitato con un briciolo di attenzione in più.
Non tutto il polistirolo è uguale: la differenza tra cibo e pacchi
Quindi, il polistirolo dove va buttato? Il segreto per non sbagliare mai è guardare al suo utilizzo. Se si tratta di vaschette alimentari, come quelle della carne, del pesce o del gelato, la destinazione è quasi sempre il sacco della plastica, a patto però di dare una sciacquata veloce per togliere i resti di cibo. Per quanto riguarda il polistirolo che, ad esempio, proteggeva la lavatrice o il nuovo televisore, la situazione cambia leggermente. I blocchi grandi da imballaggio sono fatti dello stesso materiale, ma per via del volume spesso i bidoni stradali non riescono a contenerli. In questi casi, la soluzione migliore è fare un salto all’isola ecologica del proprio comune, dove esistono spazi dedicati proprio agli imballaggi voluminosi che altrimenti finirebbero per intasare i contenitori della plastica sotto casa.
Perché prendersi il disturbo di differenziare correttamente
Può sembrare una fatica inutile pulire una vaschetta o portare dei blocchi bianchi in discarica, ma l’impatto ambientale di questo materiale è enorme. Il polistirolo è composto per la quasi totalità d’aria, il che lo rende perfetto per proteggere le merci, ma se finisce nell’ambiente non sparisce mai del tutto. Con il tempo si sgretola in palline minuscole che gli animali scambiano per cibo, entrando così in un circolo vizioso molto pericoloso. Se invece viene raccolto bene, può essere fuso e trasformato in oggetti utilissimi, come lastre per isolare le case o piccoli oggetti di arredamento. Differenziare bene significa risparmiare petrolio e dare valore a qualcosa che, fino a un momento prima, era considerato solo un ingombro di cui sbarazzarsi il prima possibile.
Un ultimo controllo alle regole della propria città
Anche se le linee guida nazionali sono piuttosto chiare, ogni comune ha le sue piccole varianti basate sugli impianti di cui dispone. Alcuni chiedono di spezzettare i pezzi grandi, altri preferiscono riceverli integri presso i centri di raccolta. Fare un controllo veloce sul sito del gestore locale dei rifiuti toglie ogni dubbio residuo e permette di gestire la casa con molta più serenità. In fondo, bastano pochi secondi per fare la cosa giusta e avere la certezza che lo sforzo fatto per separare i rifiuti porti a un risultato reale e tangibile per il territorio.