Curiosità

Oltre la magia: storia e segreti delle fate di Aurora

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Le fiabe classiche possiedono una magia intramontabile, capace di affascinare generazioni di lettori e spettatori. Tra queste, “La Bella Addormentata nel Bosco” occupa un posto d’onore, un racconto intriso di incantesimi, amore e dell’eterna lotta tra il bene e il male. Al centro di questa narrazione, a vegliare sul destino della principessa Aurora, troviamo delle figure tanto potenti quanto affascinanti: le fate. Questi esseri magici non sono semplici personaggi di contorno, ma vere e proprie motrici dell’azione, le cui benedizioni e maledizioni determinano il corso degli eventi. La loro storia, tuttavia, è più complessa e stratificata di quanto si possa ricordare, con differenze significative tra la tradizione letteraria e la celeberrima versione animata che ha consacrato la loro immagine nell’immaginario collettivo.

 

Le origini letterarie e il numero variabile delle fate

Nelle versioni più antiche della fiaba, come quella scritta da Charles Perrault nel 1697, il numero delle fate invitate al battesimo della principessa è diverso da quello che molti conoscono. Perrault ne descrive ben otto: sette buone, invitate come madrine per donare alla bambina le più nobili virtù, e un’ottava, una fata anziana e dimenticata, che si presenta al castello per lanciare la sua terribile maledizione. Nella versione successiva dei fratelli Grimm, il numero cambia ancora. Questo dettaglio mostra come, nella tradizione orale e letteraria, le fate bella addormentata fossero un gruppo più nutrito, rappresentando l’abbondanza di doni e, al contempo, l’imprevedibilità di un destino a cui nemmeno i re possono sfuggire. La loro funzione era quella di personificare le qualità ideali che una principessa avrebbe dovuto possedere.

 

Il trio iconico: le fate secondo Disney

È con il capolavoro d’animazione Disney del 1959 che le fate della bella addormentata assumono l’identità con cui sono universalmente note oggi. Gli sceneggiatori operarono una scelta narrativa brillante, riducendo il numero delle fate buone a tre, una decisione che permise di caratterizzare più a fondo ogni personaggio, rendendole memorabili e distinte. Questo trio di madrine benevole, che si prendono cura di Aurora nascondendola nel bosco per sedici anni, è diventato il cuore pulsante della storia. La loro dinamica, fatta di affetto, battibecchi e un profondo senso del dovere, le ha trasformate in vere e proprie co-protagoniste, amate dal pubblico quasi quanto la principessa stessa.

 

Flora, Fauna e Serenella: i nomi e i doni delle protettrici di Aurora

Per rendere queste figure ancora più iconiche, Disney diede loro dei nomi evocativi e delle personalità ben precise. I nomi fate bella addormentata nella versione italiana sono Flora, Fauna e Serenella (Merryweather, in originale). Flora, la leader del gruppo, vestita di rosso, dona ad Aurora il dono della bellezza. Fauna, dolce e sognatrice, vestita di verde, le dona il canto. Serenella, la più pragmatica e irriverente, vestita di blu, non riesce a fare il suo dono a causa dell’arrivo della strega Malefica. Sarà proprio il suo potere, però, a rivelarsi fondamentale: non potendo annullare il maleficio della morte, lo modifica, trasformandolo in un sonno profondo dal quale Aurora potrà essere svegliata dal bacio del vero amore. È questo intervento a rappresentare la speranza e la resilienza del bene, dimostrando come anche di fronte alla più oscura delle magie, ci sia sempre spazio per una luce di salvezza.

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